Il Maestro e Margherita
di Michail Bulgakov

Questo libro è un po' speciale, un po' pazzo. Scritto ormai più di settant'anni fa nell'Unione Sovietica di Stalin da un dissidente e pubblicato molto tempo dopo, questo romanzo di Michail Bulgakov è ambientato per la maggior parte nella sua epoca benché usi metodi più simili alla fantascienza.

Mi spiego: i numerosi flashback verso situazioni e personaggi tratti da antiche leggende palestinesi, l'uso ricorrente di avvenimenti irrazionali e anti-razionali messi in atto da un sedicente gatto diabolico, il continuo precipitare delle situazioni verso disgrazie assurde e insostenibili, tutto questo arsenale letterario ha il compito di satireggiare contro l'apparato statale e burocratico che appesantiva la vita dei cittadini nell'Unione Sovietica dei tempi di Stalin.

Dal punto di vista letterario, artistico e politico l'obiettivo di Bulgakov è sicuramente raggiunto: il Maestro e Margherita è di lettura gradevole e avvincente e non a caso ha ottenuto negli ultimi quattro decenni un grandissimo successo di critica e di pubblico. Non bisogna però credere veramente alla trama della storia perché è tutta un'invenzione e l'autore non se ne nasconde: anzi, sembra quasi provare un folle piacere a disegnare situazioni imbarazzanti e improponibili, dal sicuro effetto sul lettore.

Breve recensione proposta da Margherita (sì, sì, un'omonima)

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